Hegel
Il suo argomento prevalente è teologico-religioso, ma sono presenti anche concezioni politiche.
Egli era convinto che si potesse realizzare una riforma morale e culturale della società basata su una rigenerazione della persona e dellintero popolo. Perché questo avvenga occorre una nuova forma di religione che permetta a ogni cittadino di partecipare con la propria vita interiore alla vita di Dio, che si incarna nella storia attraverso la vita degli uomini stessi.
La Religione
- I greci, con la loro religione, avevano vissuto un rapporto cordiale e di amicizia con le divinità che venivano identificate con la Natura. (Tesi).
- Per gli Ebrei, invece, il loro Dio diventa lontano, trascendente e geloso del rapporto di fedeltà esclusiva con il suo popolo eletto, messo in pericolo da ogni rapporto di serena amicizia con gli altri uomini; è un Dio che essi temono e a cui devono ubbidire. (Antitesi).
- Nel cristianesimo, Gesù ha riunito luomo con Dio tramite il suo messaggio damore, e predicando una profonda unità di vita che lega tutti gli esseri viventi. (Sintesi).
Gesù muore ucciso dal suo popolo che non ha saputo comprendere il suo sublime messaggio damore. Inoltre i suoi seguaci hanno tradito il suo messaggio, costruendo delle sette, le Chiese, nelle quali è sparito il senso profondo del messaggio religioso del maestro, sommerso da dogmi, istituzioni e comandi, riportando quasi allo spirito di separazione e inimicizia degli ebrei con il loro Dio.
Le tesi di fondo del suo idealismo.
- Finito e infinito:
la realtà è un insieme di sostanze autonome. Lorganismo che viene formato da queste sostanze autonome è lInfinito, mentre le manifestazioni di esso coincidono con il finito.
Quindi possiamo dedurre che il finito, come tale, non esiste, perché il finito è solo unespressione parziale dellinfinito.
- Ragione e realtà:
la razionalità non è astratta, ma governa il mondo e lo costituisce; di conseguenza la realtà non è una materia caotica, ma è una struttura razionale che si manifesta in modo inconsapevole nella natura e in modo consapevole nelluomo.
Questo concetto implica lidentità tra essere e dover-essere: secondo questa visione razionale, il mondo è così perché così doveva essere. A volte il corso della storia è deviato da eventi irrazionali che saranno comunque superati.
- La funzione della filosofia:
nellIlluminismo il filosofo doveva battersi per la razionalizzazione del mondo; secondo Hegel, il filosofo deve prendere atto della razionalità del reale, mostrandone lintrinseca necessità.
Articolazione triadica e circolare dellassoluto.
LAssoluto passa attraverso i tre momenti dellIdea in Se, lIdea Fuori di Se e lIdea che torna in Se.
Tesi: lidea in se è lidea stessa a prescindere dalla sua realizzazione nella Natura e nello Spirito.
Antitesi: lidea fuori di se è ciò che lidea in se diventa nella realtà spazio-temporale del mondo, nella Natura.
Sintesi: lidea che torna in se è lidea stessa che, dopo essersi fatta Natura, acquista coscienza di se nelluomo.
La dialettica.
Se lintelletto è lorgano del finito, la ragione è lorgano dellinfinito, cioè lo strumento tramite cui il finito (il parziale e lastratto) viene risolto nellinfinito (il totale e il concreto).
Lintelletto, infatti, non riesce a cogliere linfinito, perché è intuizione; linfinito si coglie con la ragione.
La dialettica è la legge che regola il divenire, e distingue tre momenti:
- Tesi: affermazione di un concetto.
- Antitesi: negazione dello stesso concetto.
- Sintesi: negazione della negazione, quindi riaffermazione potenziata della tesi mediante la negazione della negazione. La sintesi può essere una nuova tesi, quindi linizio di un nuovo ciclo.
La fenomenologia dello spirito.
Le coscienze diventano spirito assoluto attraverso varie tappe.
- Coscienza.
La certezza sensibile appare come la certezza più sicura, ma in realtà è la più povera. Con la certezza sensibile tutto è relativo, niente è assoluto; quello che ci appare è ciò che è per me, non conosco loggetto in se, ma loggetto così come è per me.
Così come con la certezza sensibile, anche con la percezione non si passa alla realtà assoluta.
Lintelletto, invece, vede nelloggetto un semplice fenomeno a cui si contrappone lessenza vera delloggetto che è ultrasensibile.
- Autocoscienza.
La coscienza risolve lintero oggetto in se stessa, quindi diventa autocoscienza.
Con lautocoscienza lattenzione si sposta dalloggetto al soggetto, quindi allattività concreta dellio nei suoi rapporti con gli altri.
Rapporto servo-signore.
Lautocoscienza ha bisogno di altre autocoscienze che la riconoscano. Inoltre ogni autocoscienza deve essere pronta al conflitto con le altre autocoscienze pur di affermare la propria indipendenza.
Il signore è colui che a messo volutamente a repentaglio la propria vita pur di ottenere lindipendenza: il servo, invece, è colui che ha preferito la perdita della propria indipendenza pur di avere salva la vita.
Ma questo rapporto servo-signore è destinato a un inversione di ruoli.
Il signore che inizialmente appariva indipendente, finisce per essere dipendente dal servo; il servo, invece, servendosi delle cose da cui il padrone riceve il sostentamento, diventa indipendente.
Questo processo che porta allindipendenza del servo avviene attraverso tre momenti: paura della morte, servizio e lavoro.
Stoicismo e scetticismo.
Il raggiungimento dellindipendenza dellIo nei confronti delle cose trova la sua manifestazione filosofica nello stoicismo. Gli stoicismi celebrano lisolamento dal mondo e le privazioni, pretendendo di svincolarsi dalla realtà, una cosa che per Hegel è impossibile, in quanto si è sempre condizionati dalla realtà.
Gli scettici, invece, sono coloro che cercano di mettere in dubbio tutto quel mondo dal quale gli stoici si sentono indipendenti. Hegel sostiene che lo scettico si auto-contraddice perché da un lato dichiara che tutto è falso, mentre dallaltro lato cerca di dire qualcosa di vero.
La coscienza infelice.
Nellebraismo Dio è trascendente, padrone assoluto della vita e della morte e luomo ne è dipendente.
Nel cristianesimo Dio si è incarnato, ma la pretesa di cogliere lAssoluto è comunque destinata a fallire (ad esempio le crociate, si concludono con la scoperta del sepolcro vuoto). Ma nonostante sia un Dio incarnato, egli è vissuto in un preciso periodo storico, irripetibile,quindi risulta sempre lontano ai posteri.
Le manifestazioni di questa infelicità vengono espresse con la devozione, il fare e la mortificazione di se.
La devozione è quel pensiero religioso e sentimentale che non si è ancora elevato al concetto.
Il fare si ha quando la coscienza rinuncia al contatto diretto con Dio e cerca di esprimersi nel lavoro; il lavoro, quindi, è visto come un dono di Dio.
Infine, con la mortificazione di sé si ha la più completa negazione dellIo a favore di Dio.
- La ragione.
Come soggetto assoluto lautocoscienza è diventata ragione ed ha assunto in sé ogni realtà.
La ragione osservativa cerca continuamente lessenza delle cose, quindi in realtà cerca se stessa; losservazione della natura si approfondisce con la ricerca della legge e lesperimento.
Hegel esamina approfonditamente due scienze molto diffuse al suo tempo: la fisionomica, che voleva determinare il carattere dellindividuo attraverso la sua fisionomia; la frenologia, che voleva conoscere il carattere dalla forma del cranio.
La ragione osservativa si riconosce come qualcosa di distinto dal mondo e si passa così alla ragione attiva, quando ci si rende conto che lunita di io e mondo è qualcosa che deve essere realizzato.
Secondo le tre figure della ragione attiva, qualsiasi iniziativa scaturente da una singola coscienza è destinata a fallire.
La prima figura è quella del piacere e delle necessità, in cui lindividuo, deluso dalla scienza, va alla ricerca del proprio godimento, andando incontro alla necessità del destino che lo travolge.
Per opporsi al corso ostile del mondo lautocoscienza si appella alla legge del cuore, per individuare e abbattere i responsabili del male del mondo, fino ad arrivare al delirio della presunzione, entrando in conflitto con gli altri che tentano di migliorare la realtà.
La virtù è un bene astratto dellindividuo che sa agire oltre limmediatezza del sentimento; la realtà concreta è il corso del mondo.
Lindividualità in sé e per sé, non può raggiungere la propria realizzazione e quindi rimane astratta e inadeguata.
Alla base del regno animale dello spirito, in cui latteggiamento è di dedizione ai propri compiti, vi è un inganno.
Con la ragione legislatrice, lautocoscienza avverte linganno e cerca in se stessa delle leggi che valgano per tutti, ma queste leggi universali hanno origine individuale e si rivelano auto-contraddittorie.
La ragione esaminatrice delle leggi, infine, cerca delle leggi assolutamente valide.
Luniversalità si trova solo nella fase dello spirito, in cui la ragione si è realizzata nelle istituzioni e nello Stato. Ma anche le leggi etiche più importanti risultano pure astrazioni se lo stato non ne determina il contenuto, quindi la ragione reale non è quella dellindividuo ma quella dello spirito o dello stato.
Lo spirito oggettivo.
Lo spirito oggettivo si occupa del rapporto dellindividuo con il resto della società ed è diviso in tre momenti: diritto astratto, moralità e eticità.
- Il diritto astratto.
Il diritto astratto o formale (tesi) riguarda lesistenza della libertà delle persone e si identifica con la proprietà. La proprietà, per essere tale, deve essere riconosciuta dalla società tramite un contratto.
Con lesistenza del diritto si ammette anche lesistenza del suo contrario, quindi il torto (antitesi).
Il torto richiede una pena da pagare (sintesi), e affinché sia efficacemente punitiva e formativa deve essere riconosciuta valida direttamente dal colpevole.
- La moralità.
La volontà soggettiva è morale solo quando sgorga da un proponimento, e siccome procede da un essere pensante, il proponimento diventa intenzione. Il fine cui miira lazione dellindividuo è il raggiungimento del benessere.
- Leticità.
Mentre la moralità è la volontà soggettiva del bene, leticità è la moralità sociale, cioà la realizzazione del bene nelle forme istituzionali che sono la famiglia, la società civile e lo stato.
La famiglia.
La famiglia è il primo momento delleticità. Il rapporto è fondato sullamore e sulla fiducia, e si articola in matrimonio, patrimonio ed educazione dei figli.
I figli, una volta cresciuti, escono dalla famiglia originaria per dare origine a nuove famiglie.
La società civile.
La società civile comprende tutti i nuclei famigliari, e si identifica con la sfera economico-sociale e giuridico-amministrativa del vivere insieme.
La società civile si articola in tre momenti:
il sistema dei bisogni nasce perché tutti gli individui vogliono soddisfare i propri bisogni con la ricchezza e danno origine a diverse classi. Le classi, per Hegel, sono tre: degli agricoltori, degli artigiani e dei pubblici funzionari.
Lamministrazione della giustizia comprende le leggi e si identifica con il diritto pubblico.
La polizza e le corporazioni provvedono alla sicurezza sociale.
Lo stato.
Lo stato rappresenta la riaffermazione della famiglia, visto che è considerato una grande famiglia. Lo Stato è visto come lincarnazione della moralità sociale e del bene comune e si differenzia sia dal modello liberale (Stato come strumento per garantire sicurezza ai cittadini) sia dal modello democratico (la sovranità risiede nel popolo).
Non sono gli individui a fondare lo stato ma è lo stato a fondare gli individui, sia dal punto di vista storico che da quello ideale.
Egli rifiuta il modello contrattualistico e giusnaturalista, mentre sostiene la monarchia costituzionale moderna, un organismo politico che prevede poteri distinti tra loro: potere legislativo, governativo e principesco. Quello giudiziario fa parte della società civile.
Il potere legislativo consiste nel determinare le leggi universali. Per Hegel, ogni azione politica è volta a far valere gli interessi personali.
Il potere governativo consiste nel far rispettare luniversalità delle leggi.
Il potere del principe rappresenta lunità dello stato.
Hegel riconosce nello stato un carattere divino. Il benessere dello stato ha sempre una giustificazione e non può dipendere dai principi morali.
La storia è una specie di giudice per lo stato, e ha come suo momento principale la guerra. La guerra è necessaria e inevitabile, ma ha anche un grande valore morale, per non portare lo stato allappiattimento.
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