Leibniz
Sostiene che luniverso sia composto da infinite monadi. La monade:
- è un atomo spirituale,
- è una sostanza semplice, senza parti, e quindi priva di estensione,
- non si può disgregare (è eterna),
- ognuna è diversa dallaltra,
Non possono influenzarsi a vicenda, quindi sorge il problema di come possano comunicare tra loro le monadi del corpo e dellanima. Questo problema può essere risolto ipotizzando:
- Uninfluenza reciproca: soluzione cartesiana (orologi che si influenzano a vicenda);
- Un intervento dallesterno: soluzione occasionalista (intervento continuo di un orologiaio);
- Un accordo prestabilito da Dio sin dallinizio: soluzione leibniziana (orologi costruiti in modo da garantire una perfetta sincronia).
La legge fondamentale che regola le monadi è il principio di identità degli indiscernibili: non esistono due monadi uguali, perché se fossero identiche non si potrebbero distinguere.
Anche Dio è una monade, ma esiste una differenza fondamentale: le monadi create rappresentano il mondo da un solo punto di vista, mentre Dio lo rappresenta da ogni punto di vista, e quindi è la monade delle monadi. Inoltre le percezioni delle monadi create sono confuse, mentre Dio ha un punto di vista totalmente chiaro.
Leibniz distingue due tipi di materia:
- Materia prima: potenza attiva e potenza passiva di ogni monade;
- Materia seconda: materia risultante dallaggregazione di varie monadi che formano degli aggregati chiamati entelechia.
Leibniz elabora due prove fondamentali dellesistenza di Dio:
- la prima riguarda il rapporto possibile necessario che viene dalla terza della cinque vie di San Tommaso;
- la seconda riguarda la rielaborazione di un argomento ontologico di SantAnselmo, secondo cui possibilità e realtà coincidono.
Leibniz distingue in Dio due tipi di volontà:
- volontà antecedente, che vuole il bene in sé
- volontà conseguente, che vuole il meglio.
Il male fisico e il peccato sono dei mezzi per raggiungere il meglio.
Distingue tre tipi di male:
- male metafisico, che riguarda le limitazioni delle creature stesse;
- male morale, che coincide con il peccato;
- male fisico, che discende dai primi due.
Infine, lordine delluniverso è conservato e svolto dalla libertà delle monadi.
Le verità di ragione sono quelle verità assolutamente necessarie e perfettamente evidenti che riguardano il mondo della logica, ma non quello della realtà. Queste verità non possono derivare dallesperienza, e quindi sono innate.
Le verità di fatto parlano delleffettiva realtà. Sono fondate sui principi di identità e di non contraddizione, quindi il loro contrario è sempre possibile, e sul principio di ragion sufficiente: tale principio si limita a mettere in luce perché qualcosa accade, ma ammette che ciò che si realizza si sarebbe potuto realizzare in modo diverso.
Piccole percezioni.
Leibniz afferma che lanima pensa sempre, anche quando non si accorge di pensare. Vi sono tanti segni che ci fanno capire che in ogni momento ci sono una infinità di percezioni in noi, dei cambiamenti dellanima di cui non riusciamo ad accorgerci e non riusciamo a distinguere perché troppo piccole o troppo numerose.
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