Appunti di letteratura italiana su Alessandro Manzoni

Alessandro Manzoni

La vita

Alessandro Manzoni nasce a Milano nel 1785. La madre era Giulia Beccaria, figlia di Cesare Beccaria, autore dell’opera “Dei delitti e delle pene”, che tratta le ingiustizie delle torture e della pena di morte. (“Come si può dire ad un uomo non uccidere se lo Stato ha il diritto di farlo? Questo è un diritto che ha solo Dio”. Una delle celebri frasi dell’opera).

Sposata con Pietro Manzoni, ma si vocifera che Alessandro fosse figlio di Giovanni Verri.
Quando Giulia lascia il marito e va a vivere a Parigi con il conte Carlo Imbonati, il piccolo di sei anni viene affidato ai frati Somaschi. Qui Alessandro subì studi severi, e reagì con una assidua applicazione sui classici latini e greci.
Dopo la morte del compagno di Giulia, Alessandro va a Parigi dalla madre, ma ben presto si trasferiscono a Milano, dove Alessandro conosce e sposa Enrichetta Blondel, calvinista. Il matrimonio si celebra con il rito protestante nonostante Alessandro sia stato battezzato con rito cattolico: questo sta ad evidenziare l’indifferenza di Alessandro alla religione. Ma Enrichetta, quando conosce un abate, si converte al cristianesimo, e così due anni dopo il matrimonio viene ricelebrato con rito cristiano. A questo punto anche per Alessandro comincia un lento cammino verso la fede.
Così inizia una nuova stagione di poesia illuminata dalla fede. Compose quattro Inni Sacri, la tragedia Il conte di Carmagnola, diversi odi civili, come Marzo 1821 e Il Cinque Maggio, e inizia poi la stesura dell’opera Fermo e Lucia, l’attuale I Promessi Sposi. Ma dopo la morte della moglie, della madre, e delle tre figlie, avvenute tute in date abbastanza vicine, la creatività di Alessandro comincia a spegnersi.
Si sposa di nuovo con Teresa Borri, dalla quale ebbe altri due figli. Ma anche questi muoiono, e così l’artista cade in depressione ed esaurimento nervoso. Morì il 22 maggio 1873.

I Promessi Sposi

Nel 1821 comincia a scrivere il romanzo con il nome di Fermo e Lucia. Utilizza un vocabolario molto ricco ma anche molto confusionario, composto da vocaboli latini, francesi e lombardi. Così non soddisfatto decide di non pubblicarlo.
La riscrive nel linguaggio della Crusca, linguaggio utilizzato anche da Dante, Petrarca e Boccaccio, e la pubblica nel 1827, con il titolo di Promessi Sposi. Edizione chiamata Ventisettana.
Non soddisfatto della lingua utilizzata, perché secondo lui troppo antica (egli infatti voleva creare qualcosa che fosse più vicino al lettore), si trasferisce a Firenze per imparare il Fiorentino colto. Riscrive, così, il romanzo, e lo pubblica con il nome di I Promessi Sposi. Questa edizione è chiamata Quarantana, per distinguerla dalla prima.

Illuminismo e Romanticismo

Manzoni si trova a vivere in un’epoca caratterizzata da idee illuministe e romantiche.
La Lombardia era il centro dell’Illuminismo. Essere illuministi significava essere caratterizzati da un senso umanitario molto profondo e forte, da un grande senso del valore della cultura, e da una grande credenza nella scienza e nell’evoluzione. Così, secondo gli illuministi le differenze sociali dovevano essere più equilibrate, per fare in modo che tutta la popolazione fosse al corrente della situazione italiana. Così la pensavano anche i Giansenisti ( da Giansenio, l’abate fondatore di questo movimento), che si opponevano alle idee dei Gesuiti, che volevano lasciare immutate le cose in Italia. Anche i ragazzi che studiavano nei loro istituti venivano plagiati.
Secondo Manzoni, quindi, l’intellettuale aveva il compito di rendere partecipe la popolazione della situazione politica italiana, aiutandola, quindi, e non opprimendoli, cercando solo la propria gloria personale. E così anche il compito dello scrittore era quello di scrivere e raccontare la storia dal punto di vista di chi la subisce (i poveri) e non di chi la fa (i potenti).
Gli illuministi e i romantici erano più che altro laici, se non del tutto atei, perché vedevano la religione come un mezzo di oppressione e di raggiramento.
Al contrario, però Alessandro Manzoni, riuscì a conciliare idee illuministe e romantiche con la religione cristiana, senza trovare contraddizioni tra di esse.

La Struttura del Romanzo

Secondo Italo Calvino, sia nella prima parte che nella seconda parte del romanzo ci sono tre forze in gioco, divise in tre triangoli.
Si hanno, quindi:

  • Il potere sociale, impersonato dal personaggio di don Rodrigo nella prima parte, e da l’innominato nella seconda;
  • Il falso potere spirituale, Don Abbondio nella prima parte e Gertrude nella seconda parte;
  • Il vero potere spirituale, Fra Cristofaro nella prima parte e Federigo nella seconda parte.
Il terzo triangolo comprende invece:
  • La guerra;
  • La carestia;
  • La peste.

 

Copyright © by WebAppunti.com. Tutti i diritti riservati.
I contenuti di questo sito sono opere di sintesi degli utenti che le hanno liberamente inviate.