Appunti di letteratura italiana su Giovanni Verga

Verga

Differenze tra Naturalismo e Verismo

Ambienti e classi:

  • Naturalismo: vita dei quartieri, delle metropoli e dei bassifondi; le classi sono quelle degli emarginati, dei depravati, degli alcolizzati.
  • Verismo: il mondo degli umili, in particolare contadini e pescatori.

Rapporto con la realtà:

  • Naturalismo: attivi, polemici,m denunciano le ingiustizie sociali e sono ottimisti nel loro superamento; sono autori di estrazione popolare.
  • Verismo: contemplativi, non c’e’ denuncia, né riscatto, si limitano ad osservare la realtà; gli autori sono gentiluomini.

Carattere della letteratura:

  • Naturalismo: carattere nazionale, rivolto a tutta la nazione.
  • Verismo: carattere regionale, anche vocale, dialettale e spiccatamente meridionale.

L'Impersonalità

Il racconto deve dare l’impressione di qualcosa realmente accaduta, e non deve essere solo raccontato e documentato, ma deve essere posto in modo che il lettore si trovi faccia a faccia con l’avvenimento dal proprio punto di vista e non tramite l’occhio dell’autore. Lo scrittore, quindi, deve eclissarsi, non devono comparire le sue reazioni, le sue riflessioni e le sue spiegazioni. L’autore deve mettersi nei panni dei proprio personaggi in modo che l’opera sembra fatta da se. Al lettore non devono essere spiegati antefatti e profili dei personaggi, ma i personaggi stessi si fanno riconoscere attraverso le proprie parole.

La Tecnica Narrativa di Verga: la Regressione

Nei suoi romanzi, a raccontare le storie non è il tradizionale narratore onnisciente, ma si eclissa, si cala nei personaggi e si esprime con le loro parole e i loro modi di dire. Il suo punto di vista non si nota mai, perché è come se a raccontare fosse uno dei personaggi che però resta anonimo.
Nei Malavoglia e nelle novelle, vengono rappresentati ambienti popolari e vengono messi in scena personaggi incolti, come contadini, pescatori, con una visione e un linguaggio molto diverso da quelli dello scrittore borghese.
In Rosso Malpelo si rivela una visione primitiva e superstiziosa della realtà (un dato fisico, i capelli rossi, che dipendono da una caratteristica morale, la cattiveria). Quindi, in questo caso, è come se la vicenda fosse narrata da un qualsiasi minatore della cava in cui lavora Malpelo, e non lo scrittore colto.

L'Ideologia Verghiana

L’autore si deve eclissare dall’opera perché non ha il diritto di giudicare ciò che sta rappresentando.
Alla base di questa visione c’è il pessimismo di Verga: la società è in continua lotta per la vita; la generosità, l’altruismo e la pietà sono solo dei valori ideali. Gli uomini non sono mossi da motivi ideali ma da interessi economici. E questa è una legge di natura, immodificabile, e proprio per questo non può essere giudicata e lo scrittore deve solo riprodurre la realtà così com’è.

Verga e Zola

In Zola il narratore spesso lascia dei giudizi su ciò che tratta, espliciti o impliciti. In questo modo tra il narratore e i personaggi c’e’ un netto distacco che il narratore fa sentire esplicitamente. Questo non avviene in Verga.
Zola, quindi, non adotta il metodo della regressione di Verga. Pur adottando entrambi l’impersonalità, questa è diversa tra i due.
Per Zola l’impersonalità è il distacco dello “scienziato” che si allontana dall’oggetto per studiarlo dall’alto e dall’esterno. Per Verga, invece, è l’eclissarsi del narratore.

Il Ciclo dei Vinti e I Malavoglia

Con il Ciclo dei Vinti, Verga vuole delineare un quadro sociale, passando in rassegna tutte le classi, da quella più bassa a quella più alta. In tutti i romanzi è presente il principio della lotta per la sopravvivenza, che Verga ricava dalle teorie di Darwin sull’evoluzione della specie e la applica alla società umana: tutta la società è dominata da conflitti di interesse, e il più forte trionfa schiacciando il debole. Verga, però non si sofferma sui vincitori di questa guerra, ma su coloro che hanno combattuto e hanno perso, i vinti.

Nel primo romanzo, i Malavoglia, i personaggi sono persone umili, appartenenti a un modo rurale, fatto di ritmi e visione della vita tradizionali, che tentano di risollevare le proprie sorti, per questo anche il linguaggio e lo stile devono essere modificati.

Struttura Bipolare

Quello dei Malavoglia è un romanzo corale, fatto di tanti personaggi senza un personaggio principale che si evidenzia. Questo coro è diviso in due: da una parte i Malavoglia, legati ai volori puri, dall’altra la comunità del paese, mossa dall’interesse. Questi due punti di vista vengono spesso fuori.

Lo Straniamento

Quei valori come l’onestà, l’altruismo, e tutti quelli proposti dai Malavoglia, vengono visti dalla comunità come “strani”, non vengono compresi, anzi, vengono stravolti e deformati.

Mastro Don Gesualdo

In Mastro Don Gesualdo, invece, c’è un protagonista al centro della situazione, nettamente distaccato dallo sfondi popolato da tante figure. È la storia di un individuo, della sua epica ascesa e della sua caduta.
In gran parte la narrazione è focalizzata sul protagonista mediante il discorso indiretto libero.

Discorso Indiretto Libero

Discorso senza punteggiatura, dove viene soppresso il verbo reggente, si presenta come direttamente proferito dal personaggio pur mancando le virgolette che distinguono la voce del personaggio da quella del narratore.

Verga ha una visione tragica della vita, vive il progresso in modo negativo perché porta l’uomo alla sofferenza.
Il ciclo dei vinti: i malavoglia, mastro don Gesualdo, onorevole scipioni, duchessa di Leyra, l’uomo di lusso.

 

Copyright © by WebAppunti.com. Tutti i diritti riservati.
I contenuti di questo sito sono opere di sintesi degli utenti che le hanno liberamente inviate.