Appunti di letteratura italiana sul Decadentismo

Il Decadentismo

Il Decadentismo nasce da una crisi del Positivismo, nella seconda metà dell’800.
Verlaine a fine 800 pubblica un sonetto, “languore”; il primo verso è: “sono l’impero alla fine della decadenza”. L’impero è la nostra civiltà, paragonata all’impero romano della decadenza. L’epoca dell’ellenismo indica l’inizio della decadenza della Grecia e Roma riesco per questo a conquistarla facilmente, ed è così che comincia a diffondersi il lusso, l’estetica e la corruzione. I Barbari vincono perché a Roma sono venuti meno i valori.
Verlaine scrive questi versi perché vede anche in questo periodo una civiltà rammollita, senza valori, in decadenza.

Il termine Decadentismo ha un significato dispregiativo, ma è in questo periodo che si affermano grandi poeti e scrittori come Verlaine, Proust, Joyce, Wilde, D’Annunzio.
Alla base della concezione decadente c’e’ l’irrazionalismo misticheggiante, viene rifiutata la visione positivista del mondo. Il positivista era convinto che si potesse conoscere pienamente la realtà con la scienza; il decadente sostiene che ragione e scienza non possono mostrare tutta la realtà ma solo uno spirito sensibile e irrazionale può penetrare nell’essenza delle cose, così come chi raggiunge uno stato di estasi assumendo alcool o droghe.
Prima ogni oggetto era isolato, adesso tutto nella natura è in comunicazione. L’uomo fa parte del mondo, è parte del tutto, non è una cosa isolata.
Epifania (Joyce): un particolare insignificante ad un tratto si carica di un misterioso significato; letteralmente è una manifestazione.

Per Pascoli il poeta è colui che non reprime il fanciullo che è dentro di se e che l’uomo, da grande e con la ragione, cerca di reprimere.
L’arte non è solo razionalità; viene posta al di sopra di tutto e ha dato vita al fenomeno dell’estetismo. L’esteta pone al di sopra di tutto il bello e in base ad esso giudica e si rapporta con la realtà.
I maggiori poeti di questo tempo sono: Huysmans in Francia, Wilde in Inghilterra, D’Annunzio in Italia.
Quella decadente viene considerata tale perché non è un’arte morale e pedagogica. Anche la scrittura è diversa. Non è un’arte rivolta a tutti ma solo alle classi più agiate. Il linguaggio è musicale ma difficile da capire, perché è fatta da tanti frammenti collegati tra loro da collegamenti che non si vedono; è una poesia analogica.
Sinestesia: figura retorica con la quale si uniscono due sensi.
Nel Medioevo i simboli usati erano condivisi e conosciuti dalla società, mentre quelli usati in questo periodo sono strettamente soggettivi.

 

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