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Appunti di letteratura latina su Cicerone

Cicerone

Corrente atticista: predilige uno stile secco e asciutto.
Corrente asiana: predilige uno stile fiorito, magniloquente, che suscita sentimento, pieno di enfasi.

Dopo le prime prove giovanili, l'eloquenza ciceroniana si pose subito al di fuori delle scuole tradizionali di retorica, rifiutando sia la magniloquenza paludata dell'asianesimo sia l'asciuttezza stringata dell'atticismo .
Cicerone adotta uno stile intermedio o rodiese: è vario e multiforme, ora solenne ora ampolloso, oppure secco ed essenziale, insomma uno stile duttile che si adatta alla psicologia degli ascoltatori per carpirne il consenso.
Il periodo strutturato sulla concinnitas , cioè caratterizzato da simmetria ed equilibrio, è complesso, con andamento ipotattico, con molte figure retoriche (anafore, antitesi, enumerazioni, ecc.). Cicerone usa la parola piegandola a tutti gli effetti desiderati.

Le opere retoriche

  • De Inventionae: si interrompe nel corso del II libro; prende il titolo da uno dei punti dell’ars retorica: l’inventio definisce l’individuazione di tutto ciò che serve all’oratore per sviluppare le sue argomentazioni.
  • De Oratore: è un dialogo in tre libri ambientato nella lussuosa villa di Lucio Licinio Crasso, al quale partecipano i più celebri oratori del tempo. La scelta dei due oratori è giustificata dall’intenzione di perpetuare il ricordo dell’eloquenza della generazione precedente. Inoltre egli sostiene che l’oratore debba avere una cultura enciclopedica, che gli permetta affrontare qualsiasi situazione.
  • La Partitiones Oratoriae: è un manualetto scolastico di retorica, strutturato in una serie di domande e risposte i cui interlocutori sono Cicerone e il figlio.
  • Brutus: contiene riflessioni in merito all’oratoria; questo era un periodo in cui gli atticisti rischiavano di tornare di moda, con grande preoccupazione di Cicerone, sempre criticato dagli atticisti. Egli però preferisce un’eloquenza libera da schemi. L’opera comprende un dialogo tra Cicerone, Marco Giunio Bruto e Attico, che tracciano la storia dell’eloquenza dalle origini. Le epoche più feconde, secondo Cicerone, sono state quella dei Gracchi e quella immediatamente successiva, anche se la perfezione è stata raggiunta proprio con lui e Ortensio di Ortalo. L’opera ha anche un significato politico: in esso Cicerone idealizza il periodo passato della repubblica.
  • Orator: ha un carattere molto tecnico; nel tracciare la figura del perfetto oratore, Cicerone si occupa dei vari generi dell’eloquenza.

 

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