Roma
Le Origini di Roma
Secondo la tradizione il fondatore di Roma fu Romolo, che tracciò i suoi confini con un solco, divenendone poi primo re. Lo seguirono Numa Pompilio, Tullio Ostilio, Anco marcio, Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo.
I colli sui quali sorse Roma erano abitati sin dall età del bronzo da comunità stanziatesi in piccoli villaggi. Le attività principali erano la raccolta del legname, la caccia, l agricoltura di sussistenza e l allevamento.
Verso l VIII secolo avanti Cristo i villaggi dei colli Celio, Palatino ed Esquilino formarono una federazione, il Septimontium, ai quali si aggiunsero poi i villaggi dei colli Quirinale e Capitolino e altri gruppi etnici tra i quali gli etruschi. Questi ultimi riuscirono a raggiungere i vertici della società , contribuendo particolarmente nella costruzione della città vera e propria e del foro, il centro vitale della città, luogo di discussioni e decisioni politiche e commerciali, pavimentato e abbellito con la costruzione di edifici pubblici e templi.
La popolazione della Roma arcaica era divisa in tre tribù, ciascuna poi divisa in dieci curie. Il nucleo fondamentale della società era costituito dalla gens, un nucleo familiare allargato di cui facevano parte persone che si ritenevano discendenti di uno stesso antenato. I capofamiglia erano i patres. Poi vi erano i clienti e la plebe. I primi erano cittadini liberi e stranieri , mentre gli altri erano i cittadini che vivevano in condizioni più modeste.
La Caduta della Monarchia
Verso il 509 avanti Cristo , Tarquinio il Superbo fu rovesciato dal trono da una congiura di palazzo, costituita da parenti o amici fidati del re, decisi a cercare di prendere in loro mano il potere. Tarquinio chiese aiuto a Porsenna, re di Chiusi, che cinse d assedio Roma, ma non per andare in aiuto a Tarquinio, ma per cercare di espandere il proprio dominio. Caduta la monarchia vi era il bisogno di una nuova forma di governo, che divenne poi la repubblica. I magistrati superiori erano i consoli. Nel frattempo , indebolitasi l influenza etrusca, l aristocrazia latina prese il sopravvento.
Patrizi e Plebei
Dopo la cacciata di Tarquinio il Superbo , anche i plebei riuscirono ad entrare a far parte della vita politica. Questo fino al 486 avanti Cristo, quando i patrizi costituirono una vera e propria serrata nei confronti dei plebei , i quali lottarono a lungo per riuscire a riprendersi i propri diritti. Uno dei metodi di lotta adottati dalla plebe fu quello della secessione, con la quale riuscirono ad avere il tribunato, una magistratura che tutelava i loro interessi.
La prima vera vittoria i plebei la ebbero con l istituzione del decemvirato legislativo, un organo che sostituì in quell anno tutti i magistrati, compresi i consoli. Alla fine dell anno il mandato fu rinnovato perché l opera legislativa non era stata ultimata. Se alla fine di quell anno questo collegio non si fosse sciolto e sarebbe stato investito da un mandato permanente il monopolio patrizio si sarebbe infranto. Alla fine dell anno , così , Appio Claudio non sciolse la commissione , e subito seguì il sangue.
Con la nascita della nobilitas la distinzione fra patrizi e plebei viene sostituita da quella tra nobiltà e popolo.
Le Istituzioni
L ordinamento repubblicano raggiunse la sua forma definitiva dopo un lungo processo di evoluzione. Ma alcuni aspetti rimasero sempre stabili nel tempo, come ad esempio la parità di poteri tra coloro che ricoprivano la stessa magistratura, oppure la durata di un anno per tutte le cariche pubbliche.
I magistrati supremi erano i consoli, ma con il passare del tempo vennero aggiunte altre magistrature:
I pretori provvedevano all amministrazione della giustizia.
Gli edili curili si occupavano dei lavori pubblici.
I questori si occupavano del tesoro pubblico.
I censori effettuavano il censimento.
Infine, in caso di grave pericolo per lo stato i consoli potevano nominare un dittatore, che restava in carica per 6 mesi.
Il senato era l organo di governo più importante. Era composto da 300 membri e ne entravano a far parte solo coloro che avevano ricoperto in precedenza una magistratura.
Una caratteristica delle assemblee romane fu la votazione per gruppi. Le assemblee inoltre potevano solo respingere o modificare le proposte dei magistrati.
L assemblea più antica fu quella dei comizi curiati, che eleggevano il nuovo re. Prese il sopravvento , poi , quella dei comizi centuriati che eleggevano consoli, pretori e censori. Infine quella dei comizi tributi che eleggevano i magistrati minori.
Società, Diritto e Religione
Servio Tullio acconsentì che l esercito politico facesse parte della vita politica. I cittadini vennero divisi in base al censo in 5 classi e 193 centurie. La votazione iniziava dalla prima classe, così la votazione delle restanti classi diventava superflua. Le altre classi erano divise in 20 centurie, tranne l ultima che ne comprendeva 30. vi erano poi i capitecensi, che comprendevano 5 centurie, formate da coloro che non possedevano niente e che quindi non potevano far parte del servizio militare.
Per quanto riguarda il diritto, le leggi istituite dai decemviri furono incise su dodici tavole, diventando così accessibili a chiunque.
Il rapporto tra l uomo e la sfera del sacro era molto sentito dai romani, che percepivano ovunque la presenza dei numina, le forze soprannaturali che agiscono sulla terra, e a loro offrivano sacrifici per ingraziarseli e cercavano di coglierne i segnali. In età monarchica la massima autorità religiosa era il re. Abolita la monarchia lo divenne il Rex sacrorum e poi il pontefice massimo che presiedeva il collegio dei pontefici.
Un altro collegio era quello delle vestali, sei sacerdotesse vergini incaricate di custodire il fuoco sacro della dea Vesta, che rappresentava l anima della città.
In più, in onore di molti dei vennero innalzati templi e santuari, come quello dedicato a Diana, fatto costruire da Servio Tullio .
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