| Appunti di storia sui Gracchi |
I GracchiTiberio GraccoNella formazione di Tiberio Gracco erano confluite, per parentele di famiglia e per educazione ricevuta le opposte tendenze che caratterizzavano nel II secolo la nobiltà senatoria. Egli scoprì la sua vocazione di riformatore mentre prestava servizio militare a Numanzia, osservando quellarmata senzarmi costituita in prevalenza da volontari e clienti, reclutati perlopiù tra gente di poco conto.
Laltro tribuno, Marco Ottavio, grande possidente, però, appoggiando il senato oppose il veto a Tiberio e Tiberio accusò il compagno di non difendere gli interessi del popolo, e ne chiese le dimissioni. Questo era un atto incostituzionale perché un magistrato non poteva essere rimosso dalla carica. Ottavio, con il voto favorevole di tutte e 35 le tribù venne dimesso e la riforma approvata (perché erano affluiti i contadini dalle campagne). La commissione si mise al lavoro. Per fornire alle nuove piccole aziende delle scorte, si propose di utilizzare il tesoro di Attalo (re di Pergamo) in eredità allo Stato Romano. Anche questo era un atto contro la tradizione, perché dalla seconda guerra punica la finanza era amministrata dal senato. Intanto era giunto il tempo delle elezioni tribunizie. Per portare avanti la riforma, Tiberio si ripropose come candidato per ultimare la riforma. Questa candidatura era un attentato alla tradizione costituzionale: le iterazioni erano infatti consentite tra un intervallo tra luna e laltra. Tiberio insistette e fu accusato di tirannide. Corse voce che da Pergamo il mantello di porpora e il diadema da re per Tiberio stesse per arrivare. Al momento della votazione non affluirono molti contadini perché trattenuti dai lavori agricoli. Tiberio si trovò isolato. Un suo gesto fatto con la mano avvicinata alla testa per far capire che era in pericolo venne interpretato dagli avversari come richiesta della corona. I senatori erano riuniti nel tempio della dea Fides. Un gruppo di essi comandato dal pontefice lo assalì mentre egli fuggiva verso il clivo Capitolino e lo uccisero con una randellata alla testa. Il suo corpo e quello di 300 partigiani furono gettati nel Tevere. Caio Gracco e il suo programma di riforme.Riprese lazione riformatrice con lavvento di Caio Gracco al tribunato. Era un autentico uomo politico e con le sue riforme voleva far uscire lo Stato Romano dalle angustie strutturali dello Stato- Città e dagli strumenti politici necessari a reggere il peso di un Impero Mediterraneo.
La legge più importante fu la LEX FRUMENTARIA, in base alla quale ogni cittadino poteva prelevare dai granai dello Stato un quantitativo mensile di grano a un prezzo equo. (Frumentationes= distribuzione di grano a prezzo politico). In questo modo egli cercava di ingraziarsi il popolo minuto per averlo dalla sua parte in assemblea. Era questa, senza dubbio, una legge demagogica (cioè a favore del popolo), ma egli cercava di convogliare i voti del popolo minuto verso linteresse comune, sottraendoli alla nobiltà, che, anchessa, con elargizioni generose, cercava invece di averli dalla sua parte. Per ottenere questa legge bisognava prendere altre misure:
Si formarono cos dei ceti finanziari svincolati dal senato (ordine equestre). Per accrescere la loro importanza come forza concorrente del senato, Caio fece approvare una altra legge: LEX IUDICIARIA, con la quale le giurie venivano trasferite ai cavalieri. Il senato fu privato di un altro privilegio, del quale, in più di una occasione aveva fatto cattivo uso. Un altro colpo al privilegio del senato fu lassegnazione delle province per sorteggio, prima delle elezioni. Prime, invece, era il senato che faceva le assegnazioni dopo le elezioni. Intanto, era caduto il divieto costituzionale delliterazione (cioè lintervallo fra una carica e laltra) e Caio poté essere rieletto anche nel 122 a . C . dai ceti popolari e dai ceti finanziari. Completò la legge del fratello e promosse la fondazione di tre colonie cittadine: NEPTUMIA nel territorio di Taranto; MINERVIA nel Bruzio (Calabria); GIUNONIA sulla distrutta Cartagine. Queste colonie dovevano essere degli empori (punti di commercio). Propose poi, di dare la cittadinanza ai latini e i diritti dei latini agli italici. Con le sue leggi, Caio aveva invaso troppo il campo riservato del senato: troppi interessi calpestati, troppo malcontento, troppi rancori! Bisognava toglierlo di mezzo! Si cercò di batterlo sul suo stesso terreno gareggiando con lui con elargizioni per stornargli il favore (cioè per dirottare il favore che il popolo aveva per lui). Il tribuno Livio Druso, suo avversario, fece passare una legge per la fondazione in Italia di dodici colonie esenti dal pagamento di ogni tributo sulla terra ricevuta (dei cittadini privilegiati). I suoi avversari cercavano di far notare ai cittadini romani come i loro privilegi dovevano essere divisi con altri, se la cittadinanza fosse stata estesa. La legge non passò anche perché il ceto equestre non fu con lui. Loligarchia inoltre, si adoperò in ogni modo di non farlo rieleggere console. Fu eletto console un suo dichiarato avversario: Lucio Opinio. Intanto i cippi della colonia Giunonia vennero rovesciati dai lupi e gli auspici non erano favorevoli (segni premonitori) prova dellempietà del tribuno (che quindi non era il favorito dagli dei). Lassemblea fu riunita per discutere la sorte della colonia, ma un littore del console(Coloro che accompagnavano i magistrati e che portavano larredo e i simboli del magistrato) fu ucciso dai partigiani di Caio e lo stesso Caio fece lerrore di distogliere la folla convocata per ascoltare un altro tribuno: violazione possibile di morte. Il senato decretò la legge marziale per ristabilire lordine ed Opinio ebbe poteri dittatoriali. I graccani (seguaci di Caio Gracco) asserraiati sullAventino furono sopraffatti e Caio si fece uccidere da uno schiavo.
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