Appunti di storia sul Nazismo

Il Nazismo

Dopo la sconfitta militare subita durante la seconda guerra mondiale, la Germania si ritrova in una profonda crisi politica, sociale ed economica.
Questo porterà a una serie di scioperi, agitazioni che non si fermeranno nemmeno dopo l’abdicazione dell’imperatore Guglielmo II e la proclamazione della repubblica. La nascita di alcune organizzazioni farà temere addirittura la caduta della repubblica a favore dell’instaurazione di un governo comunista.
Una di queste è la Lega di Spartaco, un’organizzazione marxista che critica la socialdemocrazia tedesca per la sua adesione alla guerra e che presto si trasformerà in Partito Comunista Tedesco. L’insurrezione organizzata a Berlino viene violentemente repressa e anche i capi, tra gli altri, ne restano vittime.

Nel 1919 la Germania diventa una repubblica federale formata da stati regionali i cui rappresentanti sono riuniti in un consiglio federale, capo dello stato è un presidente direttamente eletto dai cittadini e capo del governo un cancelliere nominato direttamente dal capo dello stato.
La costituzione di Weimar è il primo tentativo di instaurare un governo democratico in Germania, ma la repubblica, essendo nata soprattutto in funzione anticomunista , si rivela basata su un’anomala alleanza tra progressisti e conservatori.
La gravissima crisi economica è dovuta sia alle spese di guerra che alle richieste di risarcimento da parte dei paesi vincitori.
Dopo l’imposizione da parte delle nazioni vincitrici di un elevato risarcimento il ministro degli esteri, uno dei maggiori industriali tedeschi, cerca di attuare una politica estera con lo scopo di procurarsi la fiducia delle nazioni vincitrici e quindi ottenere notevoli riduzioni. Ma tale politica causa un grande malcontento e Rathenau viene assassinato.
Inoltre, Francia e Belgio occupano la Ruhr, una ricca zona mineraria, per assicurarsi i propri crediti e procurando un altro grandissimo colpo sia all’economia tedesca che alla fragile democrazia.
Questo clima porta alla nascita di nuove formazioni politiche di destra, come il Partito Operaio Tedesco, al quale aderisce anche Adolf Hitler, che grazie alla sua intraprendenza e alla sua oratoria presto riesce a dare vita a un nuovo movimento politico, il Partito Nazista il cui simbolo è la svastica, i suoi seguaci indossano una divisa scura, e i suoi iscritti si distinguono subito per l’adozione di tecniche terroristiche e violente, soprattutto nei confronti degli avversari politici, con l’obiettivo di prendere il potere e instaurare un regime autoritario e antidemocratico.
Nel 1923 Hitler tenta un colpo di stato a Monaco, ma fallisce e lo porta in carcere per un anno.
Intanto la situazione in Germania migliora nel corso degli anni Venti. In economia si registrano sviluppi positivi; nuovi sviluppi anche nell’economia internazionale grazie alle relazioni commerciali con l’Unione Sovietica; in politica estera il principale evento è il Patto di Locarno che decreta la smilitarizzazione della Ruhr.
La crisi americana del 1929 che ebbe influenze negative sull’economia mondiale. L’incapacità di affrontare questa nuova crisi economica porta alla ripresa di un forte nazionalismo accompagnato dal diffondersi del “mito del capo”, o più precisamente una forte aspettativa nei confronti di una personalità dotata di carisma e prestigio.
Nel 1930 il nazismo ebbe un significativo consenso elettorale. Nelle successive elezioni questo consenso, che è cresciuto ancora di più, porta lo stesso presidente della repubblica ad affidare il nuovo governo ad Adolf Hitler.
Hitler decide immediatamente di indire nuove elezioni, sostenendo una campagna elettorale piena di intimidazioni e violenze nel confronti degli avversari. I nazisti arrivano addirittura a provocare l’incendio del Reichstag e a riversare la colpa sugli avversari, soprattutto sui comunisti, usandolo come pretesto per iniziare una serie di violenze nei confronti di migliaia di esponenti delle opposizioni.
Dopo la vincita alle elezioni, Hitler fa approvare una legge in cui gli vengono concessi pieni poteri per quattro anni, in pratica è l’instaurazione della dittatura.

In pochi mesi, Hitler riesce ad attuare un regime totalitario, abolendo la libertà di espressione e di associazione e sopprimendo sindacati e partiti rivali; crea, inoltre, la Gestapo, una polizia politica, e una suprema corte popolare per i casi di tradimento.
Il Partito Nazista viene riconosciuto come partito unico; alla morte del capo dello stato, Hitler ottiene il potere assoluto ei soldati e gli ufficiali giureranno fedeltà alla sua persona e non più allo stato. Nasce così il Terzo Reich, con l’abolizione della struttura federale dello stato tedesco.
La notte del 30 giugno 1934 è passata alla storia come la “notte dei lunghi coltelli”, notte in cui i capi delle SA (squadre d’assalto) vengono trucidati dai capi delle SS (squadre speciali), le squadre armate nate come guardia personale di Hitler.
Aumentano il terrore seminato dalle SS e dalla Gestapo, la nuova propaganda condotta attraverso i nuovi mezzi di comunicazione (stampa, radio, cinema) e l’inquadramento della popolazione e in modo particolare dei giovani verso il partito, sotto qualsiasi aspetto.

L’obiettivo a livello mondiale di Hitler era quello di sottomettere le cosiddette razze e nazioni inferiori a quelle superiori, riconoscendo la razza ariana superiore a tutte le altre. Egli sostiene che il popolo tedesco sia il vero depositario della purezza ariana e come tale ha il compito di tutelare a ogni costo la propria integrità.
Il popolo ebraico viene considerato il principale nemico perché considerata razza impura e origine di tutti i mali del mondo.
Con l’emanazione delle Leggi di Norimberga gli ebrei perdono la cittadinanza, vengono proibiti matrimoni e rapporti sessuali tra tedeschi e ebrei, e sono costretti a portare sui vestiti la gialla stella di Davide per essere facilmente riconosciuti.
Durante la cosiddetta “notte dei cristalli”, i nazisti organizzano la distruzione di negozi, sinagoghe e abitazioni degli ebrei in tutto il paese. Alcuni giorni dopo, con l’emanazione di alcuni decreti-legge viene imposto agli ebrei il pagamento di un milione di marchi a favore dello stato, l’esclusione da qualsiasi attività commerciale e addirittura il divieto di appartenenza ad associazioni di categoria e il divieto di ingresso nei cinema e nei teatri. Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale verranno attuate anche la cattura e l’internamento nei campi di concentramento e di sterminio, al fine del loro totale annientamento.
Oltre a essere un popolo molto unito, con solide radici storiche, culturali e religiose, in quel periodo gli ebrei occupano in Germania posizioni di rilievo nella finanza e nell’imprenditoria, una cosa molto scomoda in campo politico e sociale.
All’ interno dei campi di concentramento gli individui erano sottoposti a durissimi lavori, privati di ogni riconoscimento e suddivisi in una sorta di piramide sociale che comprendeva gli ebrei, gli zingari, gli omosessuali, i politici, i preti, i testimoni di Geova e i criminali comuni. Su tutti dominavano le SS.
All’interno, i prigionieri dovevano far fronte a lavori pesanti, denutrizione, malattie, brutalità e crudeltà.
Dovendo far fronte alla grande necessità di manodopera per l’industria bellica, le SS sfrutteranno al massimo i detenuti come forza-lavoro, fino alla morte, oltre a essere trattati come cavie umane, per esempio per esperimenti medici.
Fin dai primi anni di guerra, i lager diventano il luogo dove verranno sistematicamente sterminati gli ebrei. Nelle camere a gas vennero uccisi milioni di uomini, donne e bambini, e i loro corpi bruciati nei forni crematori. Questo massacro andò avanti fino a che, nel 1945, le truppe alleate arrivarono a interromperlo.
Nel giro di circa 8 anni, la maggioranza dei prigionieri venne sterminata, negli ultimi anni di guerra anche con il consenso del fascismo italiano.

L’obiettivo principale di Hitler era la realizzazione dell’autarchia, ovvero l’autosufficienza economica sella Germania. Fu proibito lo sciopero, allungata la giornata di lavoro e le materie prime prese sul mercato internazionale a prezzi bassi a causa della crisi del 1929.
Hitler esprime subito una grande avversione al comunismo e questo lo porta ad avere larghi consensi da parte di coloro che temono il comunismo. Alcuni paesi, però, si accorgono della sua astuzia e delle sua spregiudicatezza.
Presto, però, l’imposizione fiscale viene appesantita, i salari e gli stipendi ridotti, mentre i grandi uomini d’affari vedono aumentare i loro profitti. Nasce il “Fronte del Lavoro”, un’organizzazione assistenziale e ricreativa mirato a estendere il controllo a tutta la società.
Nel frattempo procede il controllo della vita culturale tedesca: la stampa, la radio e anche ogni centro e movimento culturale perdono la loro autonomia, così come le diverse confessioni religiose.
Anche le confessioni religiose vedranno ridotta la propria autonomia.
Il ripristino del servizio militare obbligatorio, la denuncia del Patto di Versailles, la definizione dell’asse Roma-Berlino, l’annessione dell’Austria, la firma del Patto d’Acciaio con l’Italia sono tutte mosse che portarono direttamente allo scoppio del conflitto mondiale.

 

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