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Appunti di Storia sul Secondo Dopoguerra

Il Secondo Dopoguerra in Europa

Nella prima metà del 1945, durante la Conferenza di Postdam, l’alleanza antinazista nata durante la seconda guerra mondiale comincia a scricchiolare. Nelle conferenze di Londra, Mosca e Parigi vengono stabiliti i seguenti accordi: la Germania rimane divisa fra Usa, Inghilterra, Francia e Urss; l’Italia viene privata delle colonie e di alcuni territori ceduti alla Francia, dovrà pagare una grande somme come risarcimento danni, e manterrà a lungo aperta la questione di Trieste, città ritornata sotto il controllo italiano solo nel 1954.
La seconda guerra mondiale, dunque, decreta la supremazia militare e politica di Usa e Urss, due nuove superpotenze, sempre più divise e antagoniste.
Nel processo di Norimberga ai criminali di guerra nazisti, venne deciso che i criminali che avevano commesso delitti in una nazione lì sarebbero stati processati, mentre coloro che avevano commesso delitti in vari paesi sarebbero stati puniti in seguito a un accordo tra gli alleati. Nel complesso le sentenza risulteranno deludenti agli occhi dell’opinione pubblica mondiale.

L’antagonismo tra Usa e Urss è destinato ad accentuarsi a causa dei diversi sistemi politici, sociali ed economici: quello capitalista delle democrazie occidentali e quello comunista dell’Urss. Anche in Europa si creano due blocchi separati: quello delle nazioni socialiste orientali, sotto l’influenza dell’Unione Sovietica, e quello delle nazioni democratiche occidentali, sotto l’influenza degli Stati Uniti.
Nel corso del 1945 gli Stati Uniti cambieranno politica estera. Alla visione internazionalista di Roosevelt si contrapporrà la politica di Truman, incentrata sulla difesa degli interessi nazionali immediata.

Già prima della fine del conflitto, oltre quaranta paesi occidentali avevano sottoscritto una serie di accordi che prevedevano l’istituzione di alcuni organismi finanziari per favorire la ripresa e lo sviluppo economico di tutti i paesi del mondo, inclusa l’Urss. Negli anni successivi, però, i paesi del blocco sovietico si autoescluderanno dagli accordi di Bretton Woods.
Il dollaro diventa la moneta di riferimento negli scambi internazionali e convertibile in oro. Questo meccanismo regge fino agli anni sessanta, quando lo sviluppo degli scambi causa la svalutazione della moneta americana mettendo in crisi l’intero sistema. È il presidente americano Nixon a decretare la fine della convertibilità del dollaro in oro.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite, nasce nel corso del 1945 a San Francisco, per opera dei rappresentanti di 51 stati. I principali organismi sono tuttora la Fao che affronta il problema della fame nel mondo; l’Unesco, impegnata nella ricerca scientifica e culturale; e l’Unicef, che si occupa dell’assistenza ai bambini nei paesi sottosviluppati. Nata, quindi, in tutela della pace, della libertà e del progresso di tutti i popoli, comincia ben presto a essere scavalcata dalle iniziative autonome delle due superpotenze, rivelando la propria debolezza.

La ripresa dell’economia europea si rivela molto lenta. Le nazioni europee coinvolte nella guerra si ritrovano in gravissime difficoltà produttive a causa della scarsità delle materie prime, alla difficoltà nei trasporti e ai costi della ricostruzione. L’industria statunitense, invece, proprio in questi anni ha raddoppiato la propria capacità produttiva e comincia a detenere il controllo di una gran parte delle risorse e delle ricchezze del pianeta.

Il segretario di Stato americano, Gorge Marshall presentò nel 1947 un piano complessivo di aiuti per tutti i paesi europei, compresa l’Unione Sovietica, che però accoglierà tale offerta come un tentativo di espansione del capitalismo americano.
Il piano Marshall venne presto affiancato da alcuni accordi firmati a Ginevra, noti come Gatt, che portarono a una progressiva riduzione delle tariffe doganali.
La Gran Bretagna beneficia del piano Marshall mentre è al governo il partito laburista guidato da Attlee, che mantiene un programma liberista mentre intraprende una serie di provvedimenti per la realizzazione del welfare state, che avrebbe assicurato ai cittadini diritti politici e civili, istruzione, sanità.
In Francia il governo provvisorio viene affidato al leader della resistenza antinazista, De Gaulle. Viene approvata la costituzione, ma ben presto il paese andrà incontro a una serie di difficoltà politiche.
I sovietici rifiutano decisamente il piano Marshall, imponendo di fare lo stesso ai paesi dell’Est europeo. Prende avvio la persecuzione contro coloro che dimostrano aperture o simpatie per l’Occidente. Anche gli stati uniti dimostrano una grande chiusura che non gli permetterà di sfruttare la propria posizione di vantaggio per smorzare il clima di sospetto nei suoi confronti da parte dell’Urss.
Una delle vicende che scuoterà l’opinione pubblica americana è il caso della condanna a morte dei coniugi Rosenberg, per l’accusa, mai provata, di spionaggio a favore dell’Urss.

Nel corso degli anni Cinquanta gli Usa vivono un periodo di benessere economico: i settori industriali si diversificano, i servizi si sviluppano e il tenore di vita dei cittadini migliora notevolmente pur permanendo aree povere.
È in questi anni che si diffonde l’american way of life, uno stile di vita in cui i valori principali della borghesia (Dio, patria e famiglia) si coniugano con i principi democratici e del liberismo economico.

Il Secondo Dopoguerra in Italia

I problemi del dopoguerra.

Alla fine della guerra l’Italia è un Paese semidistrutto: i centri urbani sono stati pesantemente bombardati; nel settore industriale si registra una forte perdita di macchinari, impianti e scorte di prodotti; la fortissima inflazione fa lievitare a dismisura i prezzi; crescono la disoccupazione e la delinquenza comune. I danni subiti al centrosud risultano comunque superiori a quelli del nord.
La ricostruzione postbellica si coniuga anche con la rinascita democratica e civile del paese, che, nonostante l’influenza esercitata dagli Stati Uniti ad esempio con il Piano Marshall, si presenterà come un fenomeno autonomo.

I Partiti.

Le forse politiche che emergono sono la Democrazia Cristiana, il Partito Comunista e il Partito d’Azione, oltre ad alcune nuove formazioni come il Partito Liberale, il Partito Repubblicano e il Fronte dell’Uomo Qualunque.

La Democrazia Cristiana è un nuovo partito cattolico che comprende esponenti del vecchio Partito Popolare di Sturzo ed elementi dell’Azione Cattolica. Caratterizzato da una salda ispirazione ai valori del cattolicesimo, ripone la sua forza politica nella concezione interclassista, presentandosi come una formazione moderata in grado di riscuotere consensi tra urbani e contadini.

Il Partito Comunista Italiana, guidato da Palmiro Togliatti, comprende molti militanti che sperano in uno sviluppo rivoluzionario della situazione italiana, idea che verrà abbandonata dallo stesso Togliatti, mirato a concordare una linea politica in grado di far raggiungere la maggioranza all’interno delle istituzioni democratiche.

Il Partito Socialista si ritrova ben presto diviso tra coloro che si sono schierati a favore di un’alleanza con il Partito Comunista e coloro che invece rivendicano una posizione autonoma. Infatti, ben presto nasce il Partito Socialdemocratico Italiano, guidato da Giuseppe Saragat.

Il Partito d’Azione era composto da elementi socialisti, radicali e liberali, una sorta di continuazione del movimento antifascista Giustizia e Libertà.
L’obiettivo era una ricostruzione del Paese, di importanti misure di giustizia sociale e una serie di riforme in grado di svecchiare le strutture politiche, sociali ed economiche dello stato. Proprio questa sua visione moderna causerà una limitata approvazione da parte delle masse, tanto da indurre i suoi stessi dirigenti a scioglierlo presto.

I primi governi, la repubblica, la Costituzione.

Dopo la liberazione di Roma, nell’estate del 1944, nasce il governo guidato da Bonomi, esperienza destinata a durare solo per un breve periodo.
I contrasti, che riguardano soprattutto l’epurazione (allontanamento dai pubblici uffici degli uomini più pesantemente compromessi con la dittatura nazifascista) e il ruolo del Cln, verranno affrontati sulla base di una linea fortemente conservatrice. Alla fine il ruolo del Cln (Comitato Liberazione Nazionale) verrà ridimensionato e l’epurazione ridotta al minimo.
Il nuovo governo, guidato dall’antifascista Parri, promuove il varo di una Consulta nazionale , con funzioni consultive e di collaborazione con il governo fino alla convocazione di un parlamento eletto dai cittadini.
L’operato del governo Parri, però, verrà ostacolato da diversi fattori: la crescita del movimento dell’Uomo Qualunque, che fa leva sui risentimenti dei ceti medi impoveriti dalla guerra; le minacce separatiste siciliane; la crescente diffidenza degli Alleati per un governo in cui sono presenti le sinistre.
Con il “patto di Roma” del 1944, firmato dai tre rappresentanti cattolici, comunisti e socialisti, rinasce il sindacato libero, soppresso nel periodo fascista, la Confederazione generale italiana del lavoro (Cgil), confederazione di tutti i lavoratori, senza differenza di mestiere, religione o appartenenza politica. Dalla rottura di questa organizzazione scaturiranno tre diversi sindacati: uno che manterrà il nome di Cgil, di ispirazione comunista, la Cisl, cattolico, e la Uil, socialdemocratico.
Alla fine del 1945 il governo va nelle mani di Alcide De Gasperi. Questo è un periodo caratterizzato da forti contrasti politici e grandi tensioni ideali, soprattutto dalla scelta tra repubblica e monarchia. Le elezioni amministrative della primavera del 1946 sono le prime democratiche in Italina dopo vent’anni e le prime alle quali partecipano anche le donne; segnarono l’affermaizone della Democrazia Cristiana.
Il 2 giugno 1946 si effettua un’altra votazione per scegliere tra repubblica e monarchia: sarà la repubblica a uscirne vittoriosa, dopo una grande affluenza alle urne.
Il re Umberto di Savoia rinuncia al trono e l’Assemblea Costituente proclama Enrico De Nicola capo provvisorio dello Stato. Iniziano immediatamente i lavori per la nuova Costituzione, che entrerà in vigore dal 1 gennaio 1948.
La nuova Costituzione Italiana nasce dalla mediazione tra le tre grandi componenti della società italiana: quella laica, quella cattolica e quella marxista.
La carta costituzionale approfondisce innanzitutto gli ambiti e i limiti dei tre poteri esecutivo, legislativo e giudiziario; si interessa poi degli ambiti lavorativi e dei diritti sociali della cittadinanza; infine da una maggiore importanza al ruolo di ogni singolo partito politico, vere e proprie istituzioni portanti della democrazia.

La svolta politica del 1948.

Nel corso del 1947 si rompe il rapporto di collaborazione tra Dc e Pci, e anche le relazioni tra Usa e Urss si inaspriscono.
De Gasperi decreta la chiusura della collaborazione fra tutti i partiti antifascisti; per quanto riguarda l’economia il primo ministro da avvio a un progetto di risanamento economico proposto da Luigi Einaudi, che punta soprattutto su un forte controllo dei prezzi e sulla crescita dell’imprenditoria privata. Il piano porterà buoni frutti ma porterà a un aumento della disoccupazione nelle classi popolari.
Sul piano politico, nel frattempo, si assiste alla nascita di una destra neofascista, con il Movimento sociale italiano. Alle elezioni, però, verrà confermata la linea moderata di De Gasperi, a danno delle sinistre, che otterranno una percentuale molto bassa di voti. Questo arretramento delle sinistre è dovuta anche alla campagna elettorale sostenuta dal Vaticano e dall’Azione Cattolica, che contribuiranno a far apparire la Democrazia Cristiana come la libertà e il Fronte Popolare come il totalitarismo.
La campagna elettorale della primavera del 1948 sarà caratterizzata slogan, propaganda e manifesti molto suggestivi, soprattutto quelli proposti dalla Democrazia Cristiana. Accusando i comunisti di dittatura, la Dc riuscirà a vincere le elezioni, ottenendo la maggioranza dei voti da quella popolazione che usciva proprio da vent’anni di dittatura.
Inizia così un lungo periodo di governo democristiano e di opposizione del governo comunista, che pur restando vittima di varie discriminazioni da parte degli apparati statali, si costituirà come il principale partito di opposizione.
A maggio del 1948 verrà eletto il primo presidente della repubblica, l’economista Luigi Einaudi.
De Gasperi stringe un’alleanza con socialdemocratici, liberali e repubblicani, chiamata centrismo. Il programma politico di tale alleanza sarà sostanzialmente moderato, interclassista, in linea con l’identità della Dc, caratterizzato da uno stretto legame con le gerarchie ecclesiastiche, in modo da essere punto di riferimento per i cattolici. Avendo come obiettivo primario la ricostruzione materiale del paese, punteranno soprattutto a favorire l’iniziativa privata e a restaurare il capitalismo, modellando il paese attorno ai valori cattolici della fede, della tradizione e della famiglia.

Il 14 luglio 1948, in un clima politico e sociale sempre più teso, un estremista di destra spara diversi colpi di pistola contro Palmiro Togliatti, leader comunista. Togliatti presto rassicurerà dal suo letto di ospedale tutti i comunisti italiani, promettendo di tornare presto al lavoro.
Immediatamente viene proclamato uno sciopero generale; ed è proprio in questa occasione che i membri democristiani del Cgil, in disaccordo con lo sciopero, abbandoneranno la confederazione, dando vita alla Cisl e alla Uil.

 

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