Appunti di storia sulle Province Romane

Le Province Romane

Nelle province di Roma vengono mandati dei pretori a governare. Questi avevano carica annuale, avevano tutti i poteri come i dittatori e in più godevano dell’immunità, cioè non potevano essere giudicati o condannati finchè ricoprivano la carica.
Ma il senato romano non aveva mandato nessuno che potesse controllare il lavoro di questi pretori, perciò egli poteva benissimo vessare tranquillamente la popolazione senza che nessuno a Roma sapesse niente. Fu per questo che successivamente si decise di nominare pretore un magistrato uscente dal senato e non un uomo appena eletto, e in più venne mandata nella province una giuria permanente che controllava l’operato del pretore che una volta uscito dalla carica veniva giudicato e condannato.
La carica poi divenne biennale, perché un anno era troppo poco per poter lavorare efficientemente.

Le città stipendiarie erano quelle che durante una guerra si erano alleate a Roma, avevano una certa autonomia pur dovendo pagare dei tributi.
Le città alleate erano quelle che si erano sottomesse volontariamente a Roma, senza bisogno di guerre.
Le città che Roma conquistava con la forza diventavano piena proprietà di Roma, così anche delle miniere e delle dogane, e queste dovevano a Roma dei tributi che venivano riscossi dai Pubblicani.

Con la conquista dell’oriente si sviluppa il commercio mercantile.
Le piccole proprietà cominciano a scomparire, e così anche l’esercito (che era formato appunto da questa classe sociale) comincia a diminuire.
Le piccole proprietà vengono acquistate dai latifondisti, e così i piccoli proprietari terrieri diventano clienti dei nobili e si trasferiscono in città.
Gli schiavi colti diventano insegnanti dei figli dei nobili, e in più, nel caso che il proprio padrone andasse in miseria, il cliente aveva il diritto di provvedere ai figli del padrone.
A volte gli schiavi potevano venire anche liberati. A quel punto veniva chiamato Liberto.

 

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